CPU usata, ban ereditato: il caso del Ryzen 7 5800X3D finito nella blacklist di Valorant

Acquistare una CPU usata può nascondere delle insidie, ma il caso di cui vi stiamo per parlare è meno comune ed esula dai problemi tecnici. Un utente di Reddit si è ritrovato infatti impossibilitato a giocare a Valorant perché la CPU di seconda mano acquistata – un 5800X3D – è stata bannata dal sistema anticheat Vanguard di Riot Games, evidentemente a causa di comportamenti “poco leciti” tenuti dal precedente proprietario.

L’utente ha scoperto la situazione avviando Valorant: Vanguard lo ha immediatamente espulso dal gioco, mentre con la precedente CPU non si erano verificati problemi. Il compratore ha quindi contattato il supporto di Riot. Secondo quanto raccontato dall’utente, l’azienda gli avrebbe comunicato che l’identificativo della CPU risultava nella blacklist di Vanguard dal 12 agosto, in seguito a un hardware ban ricevuto dal precedente proprietario per aver utilizzato cheat in Valorant. La sanzione, quindi, era stata applicata prima dell’acquisto del processore, avvenuto il 21 settembre.

Riot utilizza gli HWID ban, ovvero sanzioni associate all’identità hardware del sistema e non esclusivamente all’account dell’utente. L’azienda spiega che Vanguard è progettato anche per individuare hardware utilizzato per barare e che le restrizioni possono impedire l’accesso ai giochi Riot dal dispositivo interessato.

In presenza di una sospensione hardware, quindi, creare o utilizzare un altro account non rappresenta necessariamente una soluzione. Allo stesso modo, reinstallare Valorant, Vanguard o Windows non elimina una restrizione legata all’identificazione dell’hardware.

Riot ha inoltre spiegato in dettaglio come TPM 2.0 possa contribuire all’identificazione dell’hardware. Il TPM dispone di una Endorsement Key incorporata nella memoria non volatile del dispositivo e utilizzabile come identificatore persistente. Vanguard può inoltre verificare altre caratteristiche di sicurezza della piattaforma, tra cui Secure Boot, VBS/HVCI e IOMMU.

Non è noto quale meccanismo specifico sia stato utilizzato per associare proprio quel Ryzen 7 5800X3D alla precedente sanzione. Il riferimento al numero identificativo della CPU deriva infatti dalla comunicazione che, secondo il compratore, avrebbe ricevuto dal supporto Riot.

La vicenda non si è conclusa con il blocco del processore. In un aggiornamento successivo del post originale, l’utente afferma di aver ricontattato Riot e di aver ricevuto la conferma che non è possibile rimuovere la restrizione.

Il compratore sostiene inoltre che, dopo aver installato la CPU nel proprio computer, anche altri componenti del sistema, tra cui scheda madre e unità di archiviazione, sono stati associati alla blacklist di Vanguard.

“Dopo ulteriori comunicazioni con Riot, non c’è nulla che possa fare per rimuovere il blocco hardware, soprattutto perché a causa della CPU ‘bloccata’ anche le mie altre componenti (scheda madre, hard disk, ecc.) sono ora nella blacklist”.