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Coronavirus: Xiaomi, Samsung e altri brand bloccano la produzione anche in India

Negli ultimi giorni, diversi stati dell’India hanno emesso ordini di isolamento e blocchi di varia natura per frenare la diffusione del coronavirus. Di conseguenza, pertanto, i produttori di smartphone presenti nel secondo più grande mercato al mondo si sono trovati costretti a chiudere senza possibilità di replica le loro attività di produzione.

Lo scorso lunedì Samsung, Vivo, Oppo e LG hanno dichiarato di chiudere le loro fabbriche per un periodo differente in base alla società. Samsung ha deciso, ad esempio, di bloccare la produzione nella sua fabbrica di Noida, il più grande impianto di produzione mobile al mondo, fino al 25 marzo. Anche Oppo e Vivo, fra i più prolifici produttori cinesi di smartphone, chiuderanno i loro stabilimenti indiani fino al 25 Marzo, secondo un articolo pubblicato dall’Economic Times.

Non mancano all’appello LG e Xiaomi: la prima metterà in pausa la produzione nelle due fabbriche presenti nello stato indiano fino alla fine nel mese, mentre Xiaomi, che è il principale produttore di smartphone in India, ha dichiarato che seguirà l’ordine delle Autorità nazionali: “Tutte le strutture come gli uffici aziendali, i magazzini, i centri di servizio, Mi Home e gli impianti di produzione rispetteranno gli ordini di chiusura. Nel frattempo monitoreremo con attenzione la situazione 24 ore su 24”, ha dichiarato l’azienda cinese sulla situazione del paese indiano.

Anche Motorola, di proprietà di Lenovo, sta chiudendo i suoi impianti indiani per ordine delle Autorità nazionali, ma la durata della manovra non è chiara al momento. Sotto i colpi dell’epidemia da nuovo coronavirus il mercato globale degli smartphone sta già assistendo a un crollo nelle consegne di dispositivi. Chiudere le fabbriche potrebbe avere un impatto sui ricavi, ma è un passo necessario da parte delle aziende per garantire che i loro lavoratori rimangano al sicuro.