Nel mercato dei dissipatori ad aria di fascia alta la strada per aumentare la capacità di smaltimento termico è stata a lungo quella dimensionale: più heatpipe, più alette, e soprattutto una seconda torre. Con il V8 ACE 3DHP, appartenente alla serie V, Cooler Master propone una via diversa.

Il produttore sostiene che le prestazioni di un dual-tower non richiedano necessariamente due torri, ma una migliore gestione del percorso del calore, e per questo ha concentrato le sue scelte progettuali su tre elementi: la tecnologia brevettata 3DHP, l’impiego di heatpipe SCCHP e un sistema di due ventole da 120 x 30 mm con ruoli differenziati.
La “scienza” dietro il V8 ACE 3DHP
Il primo dato da cui partire è l’ingombro. Il V8 ACE 3DHP misura 137 x 139 x 168 mm e pesa 1169 grammi. Il riferimento scelto da Cooler Master, il Noctua NH-D15 G2, arriva a 150 x 152 x 168 mm e 1525 grammi. Ne derivano un ingombro inferiore del 17% e un peso più contenuto del 24%. L’altezza è identica, quindi il guadagno si concentra su larghezza e profondità, ossia sull’area attorno al socket.

Il beneficio pratico è lo spazio libero intorno al socket per memorie, componenti della scheda madre e futuri aggiornamenti, oltre a una compatibilità con una gamma più ampia di case rispetto ai dual-tower più voluminosi. Contribuisce anche il sistema di ventole laterali scorrevoli: le clip vengono fatte scorrere invece di essere rimosse, e i moduli di memoria possono raggiungere i 45 mm di altezza.

Il cuore del progetto è la tecnologia 3DHP. Una heatpipe a U convenzionale trasferisce il calore attraverso due estremità. La soluzione brevettata da Cooler Master aggiunge un terzo ramo, ottenuto con un’architettura a T-junction, che raggiunge direttamente l’hotspot della CPU.
Il tubo offre così un percorso termico supplementare, che secondo il produttore cattura calore che una U standard potrebbe lasciarsi sfuggire, e migliora la circolazione del fluido di ritorno verso la base, rendendo più efficiente il trasferimento. Il terzo ramo si ottiene senza aggiungere una heatpipe completa.

Il sistema utilizza sei tubi complessivi. Due heatpipe 3DHP prelevano il calore all’hotspot della CPU, mentre quattro SCCHP lo distribuiscono nello stack di alette. Il percorso descritto da Cooler Master va dall’hotspot alla rete ibrida di tubi, poi allo stack di alette e infine al flusso d’aria, con ogni stadio tarato per allontanare il calore dal processore ed evitare che si accumuli in una singola zona del dissipatore.

Secondo i test interni dell’azienda, questa distribuzione porta l’utilizzo delle alette oltre il 95%, contro circa il 70% di una disposizione convenzionale. In una configurazione tradizionale il calore tende a concentrarsi nell’area centrale, lasciando zone termiche “cieche” ai margini; qui la ripartizione più uniforme dovrebbe coinvolgere una porzione maggiore della superficie di scambio e favorire prestazioni sostenute nei carichi prolungati. Trattandosi di dati interni, vanno letti come indicazione del produttore e non come misura indipendente.
Il V8 ACE 3DHP adotta due ventole 120 x 120 x 30 mm progettate per funzioni distinte. Quella anteriore, a pale standard, raggiunge fino a 2500 ±250 RPM e ha il compito di generare pressione per spingere l’aria fresca in profondità nello stack di alette, particolarmente denso. Quella posteriore utilizza un design reverse ring blade, arriva fino a 2050 ±250 RPM ed estrae l’aria riscaldata dal dissipatore, mantenendo al tempo stesso un fronte visibile pulito.
Le specifiche riflettono la differenza di ruolo:
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Ventola anteriore |
Ventola posteriore |
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Velocità |
0–2500 ±250 RPM |
0–2050 ±250 RPM |
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Portata |
89,6 CFM |
61,0 CFM |
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Pressione statica |
3,85 mmH₂O |
2,0 mmH₂O |
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Rumorosità |
37 dB(A) |
34 dB(A) |
L’offset tra i regimi massimi è intenzionale. Due ventole che ruotano alla stessa velocità possono rinforzare le stesse frequenze e generare risonanza. Differenziare i giri, 2500 e 2050 RPM, riduce il rumore armonico tra le due unità, mantenendo elevato il flusso d’aria.
Le pale sono realizzate in polimero a cristalli liquidi (LCP), materiale che offre, secondo Cooler Master, il doppio della resistenza strutturale rispetto a quanto necessario per contrastare deformazioni e vibrazioni alle alte velocità. Una minore flessione consente un gioco alle punte più ridotto, limita le perdite d’aria e sostiene una pressione statica maggiore. Il cuscinetto è di tipo Loop Dynamic Bearing, pensato per un funzionamento fluido e una durata prolungata.
Due modelli, due piattaforme
Cooler Master propone il V8 ACE 3DHP in due versioni distinte, perché i processori AMD e Intel differiscono per generazione e trasferimento del calore. L’architettura di raffreddamento, il sistema di ventole e il design complessivo sono condivisi, mentre variano geometria della base, progetto delle heatpipe 3DHP e capacità termica.
- Modello AMD (AM5 / AM4): base piana, adatta all’heatspreader più piatto dei socket AM4 e AM5, con taratura 3DHP su un obiettivo di 70 W di Q-Max.
- Modello Intel (LGA 1851 / 1700 / 1200 / 1151 / 1150 / 1155 / 1156): base convessa, per seguire la leggera curvatura dei processori desktop Intel, in particolare LGA 1700 e LGA 1851, con obiettivo di 90 W di Q-Max per 3DHP.
Il Q-Max misura la capacità di trasferimento termico della heatpipe e non il consumo del processore, per cui i valori non vanno confusi con il TDP delle CPU.
Test e conclusioni

In virtù del confronto di Cooler Master con il Noctua NH-D15 G2 sul tema delle dimensioni, abbiamo deciso di confrontare le due proposte con Cinebench 2024 multi-core, su piattaforma ASUS ROG Z890 Hero, 32 GB di memoria e processore Core Ultra 7 265K. Come visibile dall’andamento della temperatura sul grafico, i due dissipatori si equivalgono nella prova.
Cooler Master, quindi, non dice il falso quando parla di un dissipatore a singola torre equivalente a uno a doppia torre, con il vantaggio di un minore ingombro. A questo, l’azienda aggiunge una garanzia di 6 anni. Da un punto di vista costruttivo il V8 ACE 3DHP è solido, con un buon sistema di slitte per le ventole ed elegante, nella sua colorazione nera. Certo, non ha il LED RGB che a qualcun forse piacerebbe ci fossero, ma “de gustibus non disputandum est”.

Il dissipatore non è ancora molto diffuso sul mercato italiano, quindi i prezzi si aggirano in questo momento tra i circa 110 e i 150€ a seconda del negozio. Soldi che, a nostro giudizio, sono assolutamente ben spesi per chi punta sul raffreddamento ad aria, anche perché è un dissipatore che fa un buon lavoro anche dal punto di vista del rumore, quindi non presenta evidenti elementi per non essere consigliato.