NewsTecnologia

Commodore ora è italiana, dopo disputa legale

Commodore Business Machines può adesso disporre del marchio storico Commodore, in seguito a una decisione dell’EUIPO. L’ufficio dell’Unione Europea che si occupa di proprietà intellettuali ha rigettato le richieste di due holding, Polable e C=Holding BV, secondo quanto riporta TGCOM. Questo consente all’azienda italiana di disporre della famosa “C” seguita da una bandierina, inequivocabilmente correlata alla Commodore originale che cambiò la storia dei videogiochi, e non solo, con sistemi come Commodore 64 e Commodore Amiga.

Commodore Business Machines è un’azienda italiana fondata da Massimo Canigiani, Carlo Scattolini e Paolo Besser, che dal 2015 usa in 38 nazioni nel mondo lo storico brand e la già citata “Chicken Head”, principalmente gli smartphone della linea LEO. A questa iniziativa è però seguita una contesa legale proprio sui diritti, risolta adesso in favore di Commodore Business Machines.

Commodore LEO

“La nostra idea non è mai stata quella di creare prodotti speculativi, ma device minuziosamente curati a livello stilistico, ingegneristico e caratterizzati da una forte ottimizzazione del software”, dice Canigiani secondo quanto riporta TGCOM.

Commodore PET è stato il primo smartphone commercializzato da CBM, seguito da Commodore LEO, adesso sold out per via del rallentamento della produzione in seguito al contenzioso legale. La decisione dell’EUIPO dà rinnovato impulso all’iniziativa commerciale del gruppo italiano, intenzionato nei prossimi mesi ad annunciare un nuovo dispositivo. Altre informazioni su CBM si trovano sul sito ufficiale dell’azienda.

“Il PET, il nostro primo smartphone, ha venduto in tutto il mondo, dalla Turchia alla Giamaica, e addirittura un acquirente di Teheran ci ha costretti a fare veri e propri salti mortali per poter consegnare il prodotto a destinazione”, commenta Canigiani.

La recente retro console C64 Mini, difatti, non usa la “Chicken Head”.