Novità importante nel mondo dell’intelligenza artificiale. Poche ore fa SpaceX (che ha incorporato xAI) e Anthropic hanno annunciato un accordo che permetterà alla seconda di utilizzare tutta la capacità di calcolo del data center Colossus 1 fornendo prestazioni superiori agli abbonati di Claude Pro e Claude Max. Secondo quanto riportato, questa scelta permetterà di avere accesso a 300 MW di nuova capacità di calcolo, fornita da oltre 220 mila GPU NVIDIA, entro la fine del mese di maggio.

Anthropic sta cercando di fare accordi con diversi partner diversificando così la propria strategia per ottenere potenza di calcolo disponibile per Claude. Ad aprile la società aveva siglato un contratto con Amazon per poter utilizzare fino a 5 GW di capacità di calcolo (dei quali 1 GW di capacità aggiuntiva sarà disponibile entro la fine dell’anno), 5 GW sono invece legati a un altro accordo con Google e Broadcom (nel 2027). C’è poi una partnership miliardaria che vede Microsoft e NVIDIA insieme per Azure.
Mentre Anthropic non ne parla nel comunicato ufficiale, SpaceX (o SpaceXAI) ha aggiunto che la società che sviluppa Claude avrebbe anche intenzione di utilizzare data center orbitali, con capacità nell’ordine dei GW, quando saranno disponibili nei prossimi anni. La scelta potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri legati all’intelligenza artificiale e in particolare nella sfida tra OpenAI e gli altri concorrenti, in un mercato che non sembra accennare a rallentare, tutt’altro.

Come sappiamo, Elon Musk sta conducendo la propria battaglia (anche legale) con OpenAI e Sam Altman. Rafforzare la concorrenza per mettere in difficoltà quello che considera non solo un concorrente (per xAI) ma anche sostanzialmente un nemico personale è tutt’altro che lontano dallo stile di Musk (che può contare su un grande patrimonio e società come SpaceX che sono solide nel loro settore).
Certo, i data center orbitali potrebbero essere lontani ancora qualche tempo, considerando le problematiche tecniche di realizzare satelliti come i proposti AI Sat Mini. Lo smaltimento del calore nello Spazio, la produzione in serie e la capacità di realizzare hardware con elevata capacità di calcolo ma anche resistente alle radiazioni nello Spazio è sicuramente una sfida impegnativa e non prima di rischi. Inoltre, a causa delle dimensioni, potranno essere lanciati solamente quando Starship diventerà operativa, dando però la priorità inizialmente ad Artemis e ai satelliti Starlink di terza generazione. Inoltre, con l’imminente offerta pubblica iniziale (IPO), SpaceX dovrà rispondere agli azionisti pubblici delle proprie attività, situazione che ha vantaggi e svantaggi.