Calo vendite auto in Europa a febbraio ma le elettriche sono in controtendenza

Le vendite di automobili nelle nazioni europee hanno registrato un brusco freno nel corso del mese di febbraio 2022, dinamica del resto attesa: le difficoltà di approvvigionamento nei componenti, accentuate per alcuni produttori dalla situazione politica internazionale, non permettono di far fronte alla domanda di nuove vetture da parte dei consumatori.

Il calo è di poco più del 5% rispetto al mese di febbraio del 2021, del 25% circa rispetto a 2 anni fa e del 30% prendendo quale metro di paragone il mese di febbraio 2019. Interessante però evidenziare come nel calo generalizzato delle vendite spicchino i risultati delle vetture elettriche, che registrano un netto balzo in avanti rispetto al passato.

NorwayMain.jpg

Nel corso del mese di febbraio 2022 le vendite di vetture completamente elettriche sono aumentate del 77% rispetto a 12 mesi prima, toccando una quota di mercato dell’11% tra tutte le nazioni europee. Includendo in questa classifica anche le vetture PHEV, cioè quelle plugin ibride, otteniamo una quota di mercato complessiva pari al 19,5% del totale.

A febbraio 2021 le vetture BEV e PHEV erano state capaci di raccogliere assieme il 13,4% del totale di mercato; 12 mesi prima la quota era stata pari al 6,3%.

Tra le vetture BEV sono due modelli Tesla, Model 3 e Model Y, quelli ai vertici della classifica di vendite con un totale cumulato di poco meno di 16.000 vetture a febbraio 2022: la quota di mercato tra le vetture BEV del produttore americano è stata pari a poco più del 18%. A seguire troviamo Fiat con 500e, vettura che a febbraio è stata scelta da circa 3.800 clienti: significativo che questa versione abbia raccolto circa il 38% delle preferenze di chi ha acquistato una vettura Fiat 500, a testimoniare il successo di questa vettura.

500e_shot_1280.jpg

Al quarto posto nelle vendite europee di febbraio 2022 troviamo Kia con la e-Niro, mentre al quinto posto è la volta di Hyundai con IONIQ 5. In difficoltà i brand tedeschi, non tanto per una domanda ridotta quanto per le difficoltà legate all’approvvigionamento di alcuni componenti indispensabili per la produzione delle proprie vetture.