BYD Seagull (Dolphin Surf), l’elettrica di successo si trasforma: ecco quanto cresce e cosa nasconde sotto la scocca

BYD ha acceso i riflettori sulla nuova generazione della sua elettrica low cost più venduta, e lo ha fatto nel modo più diretto possibile: pubblicando i primi bozzetti ufficiali. A raccontarla è stato Zhang Zhuo, general manager della divisione vendite Ocean di BYD, che sui social cinesi ha scritto che “le linee sono state ridisegnate e le superfici rinnovate” pur mantenendo il DNA stilistico del modello originale. Curiosamente, dopo aver annunciato al Chengdu Auto Show che la vettura si sarebbe chiamata Great Seagull, nell’ultimo post Zhuo l’ha definita semplicemente “Seagull di seconda generazione”, lasciando aperto il dubbio se si tratti di un nuovo nome definitivo o di un ripensamento last minute prima del debutto, atteso entro la fine del 2026.

Più spazio, più posti: cosa cambia nelle dimensioni

Al di là del nome, i numeri emersi dai documenti depositati presso il ministero cinese dell’Industria e dell’Information Technology parlano chiaro: la nuova Seagull cresce in modo significativo rispetto all’attuale generazione, venduta in Europa come BYD Dolphin Surf. Si passa infatti a 4.205 mm di lunghezza, 1.810 mm di larghezza e 1.570 mm di altezza, con un passo di 2.650 mm: rispettivamente 425 mm, 95 mm e 30 mm in più, con addirittura 150 mm aggiuntivi tra gli assi. Il risultato più concreto per chi ci sale a bordo è il passaggio da quattro a cinque posti, un salto che avvicina la city car cinese ai modelli di segmento superiore della gamma Ocean. Negli interni, gli sketch ufficiali mostrano l’abbandono del quadro strumenti dedicato davanti al guidatore, con le informazioni di marcia concentrate su un ampio touchscreen centrale rialzato, mentre sotto le bocchette dell’aria compare una nuova fila di pulsanti fisici.

BYD Seagull 2

Sotto la scocca: più potenza e due tagli di batteria

Le novità non riguardano solo la carrozzeria. Il motore elettrico sale da 55 kW (75 CV) a 95 kW (127 CV), con la velocità massima che passa da 130 a 150 km/h. Per l’alimentazione, BYD conferma la chimica litio-ferro-fosfato con celle fornite da FinDreams, controllata del gruppo, disponibile in due capacità: 30 kWh e 39,2 kWh, per un’autonomia dichiarata secondo il ciclo cinese CLTC rispettivamente di 320 e 420 km (indicativamente 260 e 340 km in ciclo WLTP). La vera chicca, però, è la possibilità di montare un sensore LiDAR sul tetto, avvistato nelle foto spia insieme a radar anteriori, posteriori e laterali: una dotazione che lascia intuire l’abbinamento con il sistema di guida assistita DiPilot 300, commercializzato in Cina come God’s Eye B.

BYD Seagull 2

Quanto costerà e dove arriverà

Resta da capire il posizionamento commerciale, ma le premesse sono interessanti. L’attuale Seagull parte in Cina da appena 69.900 yuan, circa 10.000 dollari, mentre in Europa la Dolphin Surf attacca il listino a circa 22.900 euro: numeri che ne hanno fatto una delle elettriche più vendute al mondo, sesta nella classifica globale nel primo semestre 2026 secondo Cleantechnica, con oltre 27.500 unità immatricolate. Per la nuova generazione, più grande e più tecnologica, è ragionevole aspettarsi un adeguamento verso l’alto del prezzo, pur restando sotto la soglia dei 30.000 euro per non cannibalizzare la BYD Dolphin. Per ora BYD non ha confermato l’arrivo del modello fuori dalla Cina, ma vista la strategia già collaudata con l’attuale Seagull è molto probabile un debutto europeo come nuova Dolphin Surf di seconda generazione, verosimilmente nel corso del 2027.