Blue Yeticaster: da Logitech il kit definitivo per gli aspiranti streamer e podcaster

Che siate aspiranti streamer, youtuber o podcaster avrete bisogno di un setup che vi aiuti nella produzione quotidiana di nuovi contenuti. Fondata nel 1995, da anni Blue Microphones affianca i content creator con i suoi versatili prodotti, primo fra tutti l’iconico Yeti utilizzato da milioni di utenti, musicisti inclusi. Una delle soluzioni più intriganti della compagnia californiana – acquisita da Logitech nel 2018 – vede protagonista proprio Yeti, parte integrante di un intero set che Blue ha denominato Yeticaster. Con un unico bundle è possibile ottenere un microfono omnidirezionale (Yeti), un braccio regolabile (Compass) e un supporto antivibrante (Radius III).

Tre prodotti in uno per un pacchetto molto conveniente, almeno agli occhi di coloro che hanno la necessità di trasmettere o registrare contenuti audio (e video) attraverso i principali canali digitali, da Twitch a YouTube, passando per Spotify. Abbiamo trascorso molto tempo in compagnia del set Yeticaster, testandolo per i più svariati casi d’utilizzo.

UNBOXING e MONTAGGIO

L’intero set di Blue Yeticaster arriva in una scatola dalle dimensioni piuttosto generose – e dal peso complessivo di 2,22 kg. Aprendo la confezione dall’insolita forma triangolare accediamo al ghiotto contenuto: il braccio regolabile Compass (il componente più grande e pesante del bundle), il morsetto controbilanciato con cui fisseremo l’asta alla scrivania, il supporto ‘Shockmount’ Radius III, il microfono Yeti e il cavo con il quale collegheremo la periferica al PC.

La maggior parte dei microfoni a condensatore si appoggia su connettori USB di tipo B o, in altri casi, su connettori micro-USB. Per lo Yeticaster è stato invece adottato un cavo mini-USB, una scelta insolita, ma che agli atti pratici si è comunque rivelata efficace.

Il cavo in questione ha una lunghezza di 2 metri, quanto basta per consentirci di fissare l’asta del Blue Compass in un qualsiasi angolo della scrivania senza preoccuparci della distanza dal computer. Ricordiamo che parliamo di una soluzione plug-and-play, che in parole povere ci permette di cominciare ad utilizzare il microfono Yeti a pochi secondi dal suo collegamento, senza dover passare per lente e scoccianti procedure di configurazione.

L’esperienza di montaggio del set di Blue e Logitech si è rivelata alquanto semplice e, per certi versi, gratificante. La ‘base’ dell’intero setup è molto robusta, un ottimo segnale visto il peso del braccio e del microfono stesso. Il morsetto supporta uno spessore massimo di 6,5 cm, spessore in cui rientriamo abbondantemente con i 3 cm della nostra scrivania. Il braccio regolabile (Compass) non richiede avvitamenti o particolari innesti: basterà appoggiarlo al morsetto di tipo C e saremo pronti per procedere con le ultime due fasi.

Qui avviene il ‘miracolo’ di Blue Yeticaster, e il merito va alla sorprendente qualità costruttiva del Compass. Dietro le sue plastiche rigide, il braccio cela una solida struttura interna in alluminio che a sua volta integra un sistema di molle che ci permette di ruotare il Compass a 360 gradi e regolarne liberamente l’inclinazione e il bilanciamento – allentando le tre cerniere a frizione – senza il timore che l’intero set possa separarsi dalla base e cascare rovinosamente sulla scrivania. È possibile ridurre la tensione esercitata sul braccio andando ad allentare la vite situata alla base del Compass – questo è l’unico caso in cui dovremo utilizzare un cacciavite.

Tornando al montaggio, non ci resta che avvitare il supporto antivibrante Radius III e, infine, il microfono Yeti. Come per il braccio regolabile, anche l’installazione degli ultimi due componenti non richiede l’utilizzo di alcun strumento. Una delle chicche dello Yeticaster consiste in un pratico sistema di ‘cable management’ integrato nel Compass: una scanalatura percorre l’intera superficie del braccio per accogliere il cavo mini-USB con cui collegheremo il microfono a una delle porte USB-A del PC, mantenendo il filo in posizione con sei piccoli ganci.

Tra l’asta dello Yeticaster e il nostro computer c’è una distanza di ben 120 cm, a conferma del fatto che la lunghezza del cavo è più che sufficiente. Dopo aver collegato la periferica al PC, una luce rossa illumina uno dei pulsanti dello Yeti: siamo pronti per cominciare.

Blue Yeti: SPECIFICHE TECNICHE

  Blue Yeti
Capsule 3 condensatori Blue, 14mm
Forme polari cardioide, omnidirezionale, bidirezionale, stereo
Bitrate 16-bit
Frequenza di campionamento 48 kHz
Risposta in frequenza da 20 Hz a 20 kHz
SPL massimo 120dB (THD: 0.5% 1kHz)
Gamma dinamica 100dB
Impedenza 16 ohm
Interfaccia mini-USB / USB-A
Dimensioni Yeticaster 8.64 x 99.31 x 28.96 cm
Peso Yeticaster 2,22 kg

DESIGN, FUNZIONALITÀ e SOFTWARE

Prima di offrirvi una panoramica sulle variegate funzionalità offerte dallo Yeticaster, occorre sottolineare una cosa: il set assemblato da Blue e Logitech è decisamente ingombrante. Se è vero che la lunghezza del cavo e la versatilità del Compass ci permettono di installare l’asta senza troppe difficoltà, lo spazio occupato dallo Yeticaster non è affatto poco, almeno se confrontato con soluzioni più ‘artigianali’ che prevedono l’acquisto di accessori di terze parti.

Eppure, i tre componenti dello Yeticaster lavorano in perfetta sintonia e possono quindi offrire un’esperienza d’utilizzo semplice e istantanea – parliamo pur sempre di un prodotto plug-and-play. Il cuore dell’intero set è, per l’appunto, Blue Yeti, campione indiscusso del mercato dei microfoni a cardioide per il suo eccezionale rapporto qualità/prezzo.

Caratterizzato da un design essenziale e ‘nostalgico’, che richiama l’estetica dei vecchi microfoni utilizzati dai conduttori radiofonici, lo Yeti offre un’ampia gamma di funzionalità, forse la più ricca vista su un microfono in questa fascia di prezzo. Sulla parte frontale troviamo una manopola per la regolazione del volume e, a qualche millimetro dal logo Blue, il già menzionato pulsante dove una luce rossa indicherà il funzionamento della periferica; premendo il pulsante silenzieremo il microfono e la luce inizierà a lampeggiare per ricordarci del ‘Mute’.

Sulla parte posteriore dello Yeti individuiamo altre due piccole manopole. La prima, partendo dall’alto, regola il gain e dunque l’amplificazione del segnale audio in ingresso. La seconda – e forse la più interessante – riporta la scritta ‘Pattern’ e quattro differenti icone che rappresentano le quattro forme polari dello Yeti: cardioide, omnidirezionale, bidirezionale e stereo.

La modalità cardioide è l’opzione più indicata per chi vuole registrare un podcast o un voicover, dal momento che lo Yeti acquisisce solo le sorgenti sonore posizionate direttamente davanti al microfono. Questo pattern è adatto anche agli streamer, ma a loro consigliamo la modalità omnidirezionale, che – rilevando tutti i suoni intorno al microfono – consente agli utenti di muoversi in libertà senza preoccuparsi dell’audio in ingresso. Il pattern bidirezionale è l’unica scelta possibile per le interviste, potendo acquisire il suono sia davanti che dietro il microfono. Nella modalità stereo, infine, entrambi i canali sinistro e destro dello Yeti vengono utilizzati per poter catturare più fonti sonore, l’ideale per i musicisti e altri content creator.

Alla base del microfono, quella che separa lo Yeti dal supporto Radius III, troviamo la porta micro-USB per il cavo e un ingresso jack da 3,5mm. Quest’ultimo ci permette di collegare un paio di cuffie al microfono per monitorare l’audio in ingresso. A proposito di Blue Radius III, anche il supporto ammortizzante sfoggia un graditissimo stile vintage che si combina alla perfezione con l’estetica di Blue Yeti e l’eleganza di Blue Compass.

Come dicevamo, per cominciare ad utilizzare il microfono incluso nel bundle Blue Yeticaster non sarà necessaria alcuna configurazione. Tuttavia, questo non significa che non troviamo un software che possa supportare la periferica e offrire delle funzionalità aggiuntive. In seguito all’acquisizione di Blue da parte di Logitech, le periferiche della casa californiana sono ora compatibili con Logitech G Hub, suite che consente l’ottimizzazione di mouse, tastiere, webcam e headset prodotti dal colosso svizzero. Blue Yeti apparirà così nella schermata di G Hub tra i dispositivi connessi.

Si parte da Blue VO!CE, plugin integrato in G Hub che ci dà il totale controllo sull’audio in ingresso. Attivando Blue VO!CE possiamo abilitare dei filtri scegliendo una delle numerose preimpostazioni disponibili o creando il nostro preset personale. Possiamo inoltre aggiungere degli effetti di distorsione e gli NVIDIA Audio Effects, i quali abilitano speciali filtri di rimozione del rumore e dell’eco ambientale sfruttando l’IA. In G Hub è inoltre modificare il livello di guadagno in ingresso e il volume in uscita e regolare gli slider dell’equalizzatore. C’è persino un’opzione per la pulizia del segnale, in alternativa alla suddetta feature offerta da NVIDIA.

TEST AUDIO e QUALITÀ

Abbiamo utilizzato il microfono Yeti, supportato dal braccio Compass e dal supporto Radius III, in diversi scenari. Trasmettendo una sessione di Destiny 2 su Twitch non abbiamo riscontrato problemi nella gestione dell’audio in ingresso e nel relativo monitoraggio: in questo caso la modalità omnidirezionale si è rivelata la scelta migliore, potendo garantire la massima libertà in fase di registrazione. Registrando un voice over nella modalità cardioide abbiamo sfruttato al meglio la qualità di Blue Yeti, che è in grado di catturare suoni caldi e nitidi.

Procediamo dunque con un breve test del microfono in modalità cardioide, registrando una traccia su Audacity ed esportandola in formato mp3. La prova di registrazione è stata effettuata mantenendo una distanza di circa 25 centimetri dallo Yeti. Tramite il software G Hub abbiamo impostato lo slider del guadagno in ingresso su un valore di 10 su 100. Ci siamo infatti accorti che ai valori di gain più alti la voce è sì più nitida, ma tende a “sporcarsi” maggiormente in assenza di un filtro Anti-Pop.

Nel complesso la qualità ci è sembrata davvero elevata e c’è spazio per ulteriori migliorie, magari passando per le numerose regolazioni disponibili su G Hub – o, più semplicemente, trovando la posizione più adatta per il microfono e l’asta. Specifichiamo che il test è stato effettuato in una semplice camera da letto, priva quindi di alcun tipo di insonorizzazione.

Mentre l’asta di Blue Compass ci permette di ottimizzare il posizionamento dello Yeti, il supporto a sospensione Radius III fa il suo dovere nel proteggere il microfono da eventuali urti e vibrazioni che possono compromettere la qualità della registrazione. Questo si traduce in una gestione più serena dell’intero set durante le livestream, dove talvolta c’è la necessità di muovere l’asta ed effettuare eventuali regolazioni sulle manopole del microfono.

CONCLUSIONI

Dopo una prova approfondita durata qualche mese possiamo dire con certezza che Blue Yeticaster rappresenta una delle migliori soluzioni per chi vuole iniziare a registrare e trasmettere contenuti a un’ottima qualità, senza dover necessariamente spendere un occhio della testa.

Facciamo qualche calcolo: i prezzi di vendita consigliati per Blue Yeti (microfono), Blue Compass (braccio regolabile) e Blue Radius III (supporto) equivalgono rispettivamente a €139,99, €129,99 e 74,99€ – stando al prezzario presente sul sito ufficiale di Blue Microphones. Il valore complessivo dei tre prodotti ammonterebbe a €345, ma il bundle Yeticaster viene venduto a ‘soli’ €229,99. Un risparmio decisamente notevole per un set che include degli ottimi prodotti e, soprattutto, uno dei migliori microfoni a condensatore attualmente disponibili sul mercato.

Le alternative sono numerose e possono offrire diversi vantaggi, sia in termini economici che prestazionali, ma sono poche le opzioni in questa fascia di prezzo che possono vantare la stessa versatilità e la semplicità d’uso della soluzione plug-and-play di Blue.

Tra le variegate funzionalità del set troviamo le quattro figure polari di Blue Yeti, che consentono agli utenti di registrare qualsiasi tipo di contenuto senza difficoltà. Livestream, podcast, interviste o voice over: il microfono di Blue e Logitech è adatto per la stragrande maggioranza degli scenari, il che lo rende perfetto per affacciarsi ai mondi di YouTube, Twitch e Spotify.

Non è tutto oro quel che luccica. L’installazione di Blue Yeticaster non richiederà troppo tempo, ma non sarà immediatamente intuitiva e potrebbe mettere in difficoltà l’utente alle prime armi. Nonostante l’ampia compatibilità con la suite G Hub, inoltre, abbiamo riscontrato qualche problema nell’effettuare con successo i test audio tramite il software Logitech. Alcune incertezze anche nella regolazione del gain su G Hub, che sembra entrare in contrasto con la modifica manuale del guadagno basata sul movimento dell’apposita manopola.

PRO

  • Tre ottimi prodotti in unico bundle
  • Design robusto ed elegante, perfetto per qualsiasi setup
  • La versatilità e le performance di Yeti
  • Funzionalità aggiuntive grazie a G Hub

CONTRO

  • Montaggio semplice, ma non sempre intuitivo
  • Qualche intoppo con il supporto software