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Be quiet! Shadow Rock Slim 2, heatpipe a contatto diretto per raffreddare le CPU

Shadow Rock Slim 2 è il nuovo dissipatore di be quiet!, azienda tedesca specialista nei sistemi di raffreddamento ma impegnata anche nel settore degli alimentatori e dei case. La nuova proposta è pensata per CPU con TDP fino a 160W, al pari del modello precedente: non è infatti molto diverso dalla prima edizione se si escludono tre particolari.

Il primo è un sistema di montaggio ottimizzato per un’installazione più facile e per allineare il radiatore con il flusso d’aria all’interno del case. La novità maggiormente degna di nota e che si vede a colpo d’occhio sono le quattro heatpipe da 6 millimetri che sono a contatto diretto (Heat Pipe Direct Touch, HDT) con l’heatpreader della CPU. Infine, be quiet! ha ridisegnato la copertura superiore in alluminio spazzolato del radiatore.

Il Shadow Rock Slim 2 rimane quindi identico nelle dimensioni complessive (74 x 137 x 161), ma è leggermente più leggero passando da 730 a 685 grammi, per effetto delle modifiche alla base e alla copertura superiore. Il fatto che si sviluppi sostanzialmente in verticale fa sì che, anche con la ventola, il dissipatore non entri in collisione con le RAM fuoriuscendo dall’area del socket del processore come ingombro.

La compatibilità con i socket invece cambia: se sul fronte AMD è assicurata solo quella con le piattaforme AM3(+) e AM4 dicendo addio a quelli più vecchi, per quelle Intel vengono meno i socket LGA 775 e 1366 lasciando solo i più recenti e diffusi LGA 115x, 1200, 2011(-3) e 2066.

In termini di design, non c’è molto da dire se non che il radiatore è una singola torre rettangolare da 52 x 130 x 161 mm composta da 52 alette in alluminio, mentre le heatpipe che attraversano la base sono in rame. Nella scatola, oltre alla pasta termica e a tutti i sistemi di montaggio con relative viti, troviamo una ventola da 135 x 135 x 22 mm composta da nove pale, con cuscinetti rifle bearing e un connettore di collegamento 4-pin PWM.

La ventola al 100% ruota a 1400 RPM ed è garantita per una durata di vita di 80.000 ore. Secondo be quiet! la ventola produce una rumorosità con velocità del 50%, 75% e 100% rispettivamente di 11,5 dB(A), 18,7 db(A) e 23,7 dB(A).

Il prezzo del dissipatore è di 45,90 euro, lo stesso della versione precedente.

Shadow Rock Slim 2, prestazioni di raffreddamento

Abbiamo provato questo dissipatore ad aria su una piattaforma Asus ROG Maximus XII Hero con una CPU Intel Core i7-11700K, uno degli ultimi processori di punta caratterizzato da architettura a 8 core e 16 thread. A puro scopo comparativo abbiamo messo a confronto il nuovo dissipatore di casa be quiet! con un dissipatore boxato Intel e un dissipatore a liquido Arctic Liquid Freezer II 240 A-RGB. Ovviamente quest’ultimo si è dimostrato più efficace, ma bisogna tener presente che costa anche più del doppio.

In idle il be quiet! Shadow Rock Slim 2 mantiene la CPU Intel a circa 36 °C, mentre il dissipatore boxato di Intel la porta oltre i 41 °C – il dissipatore di Arctic si ferma a circa 30 °C. Già questi dati dovrebbero far capire i valori in campo, ma come noto sono importanti fino a un certo punto, le differenze sull’efficienza di un dissipatore emergono sotto carico.

Abbiamo provato il dissipatore caricando la CPU Core i7-11700K per 15 minuti con Cinebench R23 e il suo test multi-core, in modo da mettere il dissipatore nella situazione più scomoda possibile: nell’uso quotidiano e nel gaming i core non sono mai caricati costantemente al 100%, ma ci sono algoritmi di boost che intervengono modificando la frequenza in base al carico e ai core richiesti.

La prova è avvenuta in due differenti configurazioni: la prima lasciando la motherboard in Auto, la seconda rimuovendo i limiti alla motherboard, permettendole di erogare maggiore energia. In questo modo nel primo caso la CPU richiede fino 170W sotto Cinebench R23 multi-core, mentre nel secondo si spinge ben oltre a 210W con punte di 230W. Abbiamo inoltre svolto un classico test gaming, più realistico del carico che un sistema con questo dissipatore si troverà ad affrontare: non dimentichiamo infatti che si parla di un TDP di 160W, e quindi i nostri test già mettono alle corde il dissipatore.

Con la motherboard impostata di default e il carico di Cinebench R23, la CPU di Intel si è spinta a 4,6 GHz sia con il dissipatore a liquido di Arctic che con il dissipatore ad aria di be quiet!, mentre il dissipatore stock deva alzare bandiera bianca e ferma la CPU a 3,8 GHz, castrando di conseguenza notevolmente le prestazioni. Il processore in questo caso non supera i 100W, segno che le salvaguardie di CPU e motherboard intervengono pesantemente per evitare problemi tecnici.

In termini di temperatura, la CPU Core i7-11700K sta a circa 80 °C sotto carico, raffreddata dal dissipatore be quiet!, mentre il dissipatore a liquido non supera i 70 °C. Il dissipatore stock di Intel, che abbiamo già visto tagliare il clock in modo netto, stabilizza la CPU a 90 °C, con punte iniziali di 100 °C – proprio quelle che inducono il sistema a limitare la frequenza di clock.

Andando a rimuovere i limiti di erogazione dell’energia, il quadro cambia ancora: mentre il dissipatore a liquido Arctic riesce a spingere il processore a 4,9 GHz mantenendo una temperatura di circa 80 °C, la soluzione ad aria di be quiet! ferma la CPU a 4,7 GHz e tocca i 90 °C. Il dissipatore stock di Intel ripete la stessa prestazione di prima, segno che gli algoritmi di CPU e motherboard limitano in modo netto la frequenza affinché la CPU non venga danneggiata sotto carico.

Se passiamo invece al carico gaming (Metro Exodus, Ultra, 2560×1440 pixel con RTX 3070) e con motherboard impostata su parametri Auto, la CPU Intel non supera mai i 70 °C con il dissipatore ad aria di be quiet!, mantenendosi in genere più vicina ai 65-67 °C, mentre nel caso del dissipatore di Arctic non si va oltre i 53 °C. Il dissipatore stock di Intel porta la CPU a circa a 90 °C. In questo caso i core non sono tutti sotto carico essendo solo due quelli chiamati in causa, ma le frequenze elevate tengono alte le temperature: per questo il dissipatore boxato di Intel non taglia la frequenza, ma mantiene comunque la temperatura del processore su livelli che si rivelano essere eccessivamente elevati.

Poiché il Core i7-11700K può essere un processore eccessivamente potente per un dissipatore mainstream, abbiamo svolto dei test anche su un più “parco” Core i5-10400, una CPU valida con 6 core e 12 thread. Con il solito carico di Cinebench R23, vediamo che il dissipatore boxato per quanto ci provi non permette alla CPU di operare alla stessa frequenza che invece raggiunge il dissipatore be quiet!, infatti c’è un gap di poco più di 300 MHz. Per quanto concerne la temperatura, vediamo come lo stesso processore mantenga con lo Shadow Rock Slim 2 una temperatura inferiore di 24 °C in meno circa rispetto al boxato, malgrado la frequenza operativa più alta. Non si va oltre i 67 °C nel caso del dissipatore dell’azienda tedesca.

Passiamo a un carico più comune, ossia il gaming. Con Metro, le temperature con ambedue i dissipatori scendono ma permangono evidenti differenze ovviamente in favore dello Shadow Rock Slim 2. Confrontando i grafici con il Core i7-11700K e con il Core i5-10400, vediamo che c’è un gap medio di circa 10 °C tra i due chip raffreddati dalla soluzione di be quiet!.

Rumorosità

Anche sotto carico il be quiet! Shadow Rock Slim 2 con ventola da 135 mm non è per nulla rumoroso. Sotto quel profilo il dissipatore tiene fede alla nomea dell’azienda tedesca – ma d’altronde chiamandosi be quiet! non ci aspettavamo altro che prodotti silenziosi. All’interno di un PC con una buona aerazione non sarà certo lo Shadow Rock Slim 2 a destare preoccupazione per la rumorosità.

In un ambiente con una rumorosità di 34,5 dB(A), abbiamo registrato 44 dB(A) con il dissipatore be quiet! sotto pieno carico con Cinebench R23. La rilevazione con un fonometro è stata presa a 10 cm dal dissipatore, quindi praticamente è come mettersi con l’orecchio quasi attaccati alla CPU, il che non avviene mai nella vita quotidiana. Il dissipatore boxato ha toccato 45,5 dB, ma il suo problema principale è – come visto durante la recensione – l’incapacità di gestire al meglio le CPU testate sotto massimo carico.

Conclusioni

be quiet! Shadow Rock Slim 2 è un dissipatore silenzioso e che si comporta bene nel raffreddamento di una CPU con carichi quotidiani, come il gaming o la produttività generale. Sottoposto a un carico costante su tutti i core di una CPU mainstream di fascia alta come l’11700K di Intel (8 core – 16 thread) si mantiene silenzioso pur non superando 80 °C. Certo, un dissipatore a liquido da 240 mm come quello a confronto è in grado di fare decisamente meglio, ma non bisogna dimenticare che il dissipatore di be quiet! costa meno di 50 euro, a fronte dei 100 euro e oltre della soluzione di Arctic.

Guida alla mano, anche in video, disponibile sul sito dell’azienda, lo Shadow Rock Slim 2 si monta senza troppi patemi d’animo ed eventualmente può essere dotato di una seconda ventola per potenziarne le capacità di raffreddamento, concedendo qualcosa sul fronte del rumore. Essendo un dissipatore della linea Shadow non concede molto alla vista, nel senso che non è dotato di ventola RGB o altre sciccherie simili.

Non ci troviamo di fronte a un drastico cambiamento rispetto alla prima versione, ma grazie alle heatpipe a contatto diretto con l’heatspreader dimostra di poter gestire le CPU mainstream in ogni frangente, anche se non al meglio qualora sottoposte ad overclock. Non è però quello l’indirizzo di questo dissipatore che punta a tutto quel pubblico che vuole usare il PC per giocare e lavorare e assicurarsi che la CPU si mantenga su temperature adeguate in ogni frangente e, soprattutto, la rumorosità rimanga contenuta. Insomma, è un dissipatore per tutta quella schiera di persone che compra un Core i5 o un Ryzen 5 e non ha intenzione di investire cifre astronomiche in termini di raffreddamento.