AWS Summit Milano: ormai l’Italia è la casa del cloud

Entrando nel padiglione della vecchia fiera di Milano, in una giornata afosa di fine giugno, si aveva subito la sensazione che il settore del cloud in Italia sta vivendo una fase di forte espansione. AWS Summit è un format di evento ben consolidato, che l’azienda americana organizza in vari paesi in cui opera con i propri data center. A causa della pandemia, anche questo evento era saltato per due anni, cosa che ha reso molto evidente il vero e proprio salto generazionale che c’è stato rispetto alla precedente edizione in presenza.

AWS-Summit-2022-Vasquez

Nel marzo 2019, data in cui si è tenuto l’ultimo AWS Summit in presenza, non era ancora stata lanciata la Regione AWS di Milano, che nel frattempo ha visto la luce nell’aprile 2020. Non solo AWS, anche Oracle e Google Cloud hanno recentemente attivato una region nel nostro Paese, a testimoniare il fatto che il cloud sta diventando sempre più centrale nelle strategie di trasformazione digitale delle nostre aziende.

L’evoluzione di AWS in Italia

Altro elemento da non sottovalutare è stato il keynote di Francesca Vasquez, Vice President, Technology di AWS. La presenza di un manager di questo livello in Italia è un segnale molto forte dell’importanza del nostro mercato per AWS. L’intervento di Francesca Vasquez ha spaziato sulla moltitudine di servizi offerti da AWS, perché oggi, anzi già da molto tempo, cloud per Amazon non significa solo poter accedere a risorse di compute e storage, ma avere la possibilità di sfruttare servizi che spaziano dalle macchine bare metal a tutta una serie di piattaforme per gestire database, algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale, container e tutto quello che serve per creare e gestire applicazioni cloud native. Cloud è sempre di più non solo le risorse, ma un modello operativo che dimostra il massimo del suo valore per quelle aziende che ne comprendono la filosofia e che lo sfruttano per fare innovazione.

AWS-Summit-2022-Ferrari

Due le testimonianze di aziende italiane di successo che sfruttano i servizi di AWS: Ferrari e Technogym. Per Ferrari c’è stato un collegamento in diretta con il team principal Mattia Binotto, che ha sottolineato come sia essenziale, nella F1 attuale, lavorare su dati che siano realmente corrispondenti al comportamento della vettura in pista, perché, nel contenimento dei costi, sono state tagliate molte sessioni di prova e quindi se si crea una discrasia fra quello che viene simulato e la realtà, poi non c’è tempo per risolvere i problemi. Technogym ha raccontato come il cloud abbia permesso di creare una piattaforma connessa che permette di seguire tutte le attività sportive o di fitness degli utenti, indipendentemente da dove si allenano e con la possibilità di offrire dei percorsi personalizzati di allenamento.

Sempre molte novità per AWS

Un forte accento è stato posto da Francesca Vasquez sulle 3.084 nuove funzionalità introdotte dal 2021 a oggi e sul fatto che AWS è sempre più focalizzata nello sviluppo di hardware proprietario. Se è vero, ed è stato confermato durante il keynote, che la maggior parte dei server di AWS sono basati su processori Intel, è altrettanto evidente come Amazon stia investendo molto sui suoi processori proprietari denominati Graviton, che dovrebbero offrire una maggiore efficienza e un risparmio di costi per i clienti. Naturale per AWS esaltare i propri processori proprietari, ma allo stesso tempo è stato ribadito con forza che continueranno a essere utilizzati processori Intel, AMD, Apple e vari acceleratori, fra cui spicca NVIDIA.

AWS-Summit-2022-beSharp

Questa moltitudine di hardware, software e servizi offerti da AWS rende drammaticamente necessario avere delle competenze molto specifiche in azienda per poter sfruttare tutto quel potenziale in termini di innovazione che il cloud mette a disposizione. Qui entrano in gioco i partner di AWS, presenti numerosi al Summit Milano. Citiamo beSharp, di cui abbiamo già parlato su Edge9, e che era presente con uno stand decisamente fuori dal comune. Oltre a una postazione racing di altissimo livello, c’era una vera e propria band rock (i fondatori di beSharp sono musicisti) con il cantante che era nella sede dell’azienda a Pavia. Grazie a una sala “virtuale” su AWS riuscivano a suonare in modo sincronizzato, grazie alla bassa latenza della region di Milano, che permetteva di azzerare completamente il lag.