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Auto a guida autonoma ingannate dai cartelloni pubblicitari: ecco come

Le attività di sviluppo nell’ambito della guida autonoma hanno compiuto e continuano a compiere significativi passi avanti, ma è innegabile che ci sia ancora molta strada da percorrere (in tutti i sensi!) prima che questa tecnologia possa essere considerata completamente autonoma e con un grado di sicurezza tale da poter essere utilizzata senza che si renda necessaria la supervisione di un conducente umano.

La sperimentazione sul campo di questa tecnologia si è portata dietro qualche episodio spiacevole (il più noto è l’incidente mortale che ha visto coinvolta una donna investita da un’auto a guida autonoma di Uber) e in questa fase l’attenzione è concentrata sulle condizioni metereologiche, sui sistemi di mappatura e su come le auto dovrebbero comportarsi in relazione ad oggetti o situazioni pericolose presenti sulla strada.

Immagini fantasma su un cartellone pubblicitario, e l’auto frena improvvisamente

Un gruppo di ricercatori di sicurezza dell’Università Ben Gurion del Negev ha però condotto un lavoro che ha potuto dimostrare come le auto a guida autonoma potrebbero essere ingannate e indotte a compiere determinate azioni mediante cartelloni pubblicitari “compromessi”. I ricercatori le chiamano “immagini fantasma” che l’essere umano potrebbe non rilevare ad occhio nudo e fanno l’esempio di un segnale di stop che può essere creato con luci tremolanti su un cartellone elettronico, causando così un’improvvisa frenata dell’auto.

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Si tratterebbe quindi di proiezioni luminose della durata di pochi fotogrammi, ma sufficienti per fare “frenare o sterzare” l’auto, senza che il conducente possa comprendere quale sia stata la causa dell’improvviso comportamento della vettura. I ricercatori hanno eseguito alcune prove con vetture equipaggiate con l’Autopilot di Tesla e con MobileEye. Secondo quanto affermano i ricercatori, un segnale di stop fantasma della durata di 0,42 secondi ha ingannato l’Autopilot di Telsa, mentre per MobileEye è stato sufficiente un segnale della durata di 1/8 di secondo.

Gli esperimenti condotti dai ricercatori dell’Università Ben Gurion sono basati su altre ricerche precedenti che utilizzavano proiezioni di luce di poche frazioni di secondo creando sagome di esseri umani, allo scopo di confondere i veicoli autonomi su strada. Si tratta di test da cui sono emersi risultati simili, ma la possibilità di sfruttare questo comportamento con i cartelloni pubblicitari digitali è una prospettiva più pericolosa dal momento che hacker e criminali potrebbero avere a disposizione con facilità un modo per causare incidenti e ingorghi, con il rischio di mettere in ginocchio un’intera città senza lasciare traccia.