Apple TV 4K: chip A19, CPU più veloce del 50% e surround con quattro HomePod

Apple ha aperto i preordini della quarta generazione di Apple TV 4K, che arriverà nei negozi italiani venerdì 13 novembre al prezzo di 349 euro. Il rinnovo tocca tre fronti: il processore, il telecomando e soprattutto la gestione dell’audio multicanale, che ora può sfruttare quattro altoparlanti wireless. I preordini sono partiti non solo negli Stati Uniti, ma anche in altri 29 Paesi e territori, fra cui il Belpaese.

Il motore è il chip A19, che Apple dichiara fino al 50% più veloce sulla CPU e fino a due volte più rapido sulla GPU rispetto al modello uscente. Sulla carta significa interfaccia più reattiva e animazioni più pulite, ma il dettaglio tecnicamente più interessante è altrove: il SoC integra un decoder AV1 dedicato, quindi gestisce in hardware il codec che i grandi servizi di streaming usano per tagliare la banda a parità di qualità. Un’assenza che sulla generazione precedente pesava.

Apple tace invece su quantità di memoria, tagli di archiviazione e supporto a eventuali nuovi standard video, dettagli che Apple preferisce non mettere in vetrina. Il nuovo Siri Remote mantiene il design di sempre e si limita a entrare nella rete Dov’è: può emettere un suono per farsi localizzare in casa e sfruttare la Posizione precisa con iPhone 17 o successivi, modelli recenti esclusi iPhone 17e. Si acquista anche separatamente e funziona con Apple TV HD e con tutte le Apple TV 4K.

Surround a quattro canali, ma la lista della spesa si allunga

Fra le novità più rilevanti, Apple TV 4K di quarta generazione permette di costruire una configurazione a quattro altoparlanti usando HomePod mini 2 oppure HomePod di seconda generazione, con un vincolo preciso: le coppie anteriore e posteriore devono essere dello stesso modello. I quattro diffusori riconoscono la propria posizione reciproca nella stanza e regolano automaticamente livelli e sincronizzazione temporale in base all’ambiente. Il risultato dipenderà dalla stanza, ma il costo complessivo del setup cresce in fretta.

Sul versante domotica cambia poco nella sostanza e molto nella comodità. Con Wi-Fi e Thread a bordo, il box resta l’hub per controllare gli accessori anche da fuori casa, mostra le notifiche del campanello direttamente sullo schermo e consente di parlare con chi suona o aprire la serratura senza fermare la riproduzione. Restano supportate automazioni, modalità Ospite ed elaborazione locale di HomeKit Secure Video, con registrazioni protette da crittografia end-to-end.

Apple insiste poi sul Secure Exclave, l’area isolata del chip che elabora i dati del microfono separandoli dal resto del sistema: quelle informazioni non sono accessibili a tvOS, alle app, all’utente né all’azienda stessa. Sul fronte materiali il dispositivo usa oro riciclato al 100% nelle placcature, stagno riciclato nelle saldature dei circuiti progettati internamente e terre rare riciclate nei magneti, mentre il guscio del telecomando è in alluminio riciclato al 100%.

Il posizionamento a 349 euro resta ambizioso per un apparecchio che la concorrenza affronta con dongle da poche decine di euro. Il surround a quattro canali e il decoder AV1 giustificano l’aggiornamento per chi ha già investito nell’ecosistema Apple Home, ma difficilmente sposteranno chi guarda al prezzo.