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Apple, scarso interesse da parte degli utenti per i nuovi servizi

Gli investitori Apple sarebbero delusi per le presunte performance sotto tono dei nuovi servizi Apple, come Apple TV+, Apple Arcade, Apple News+ e Apple Card, dopo i primi mesi sul mercato. Apple dovrebbe riportare domani i risultati del terzo trimestre e si prevede – in base alle ultime stime – un aumento del fatturato per la divisione servizi del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La crescita, però, sarebbe avvenuta attraverso i vecchi servizi.

A rivelare le paure attuali degli investitori della Mela è stato Mark Gurman, uno degli “osservatori” più rilevanti per quanto riguarda il mondo Apple. Il mancato successo immediato dei nuovi servizi Apple è stato naturalmente motivato: Apple TV+, ad esempio, ha fatto il suo ingresso in un mercato già affollato, e pare che meno del 15% degli utenti idonei si siano registrati al servizio, nonostante il periodo di prova gratuito offerto con l’acquisto di hardware Apple.

Stessa storia, o quasi, per Apple Arcade, lanciato solo due mesi prima. Secondo quanto riferito da Gurman Apple avrebbe cambiato la sua strategia per offrire qualche motivo in più agli abbonati per rimanere sul servizio. Il cambio dei piani interni sottintenderebbe che la crescita su Arcade sia più debole del previsto, idea rafforzata dal fatto che Apple sta offrendo un secondo periodo di prova gratuito ad alcuni utenti in modo da spingerli a non abbandonare del tutto la piattaforma.

Anche Apple Card sarebbe stata accolta tiepidamente dagli utenti, secondo quanto rivelato dai numeri rilasciati da Goldman Sachs; e ancora Apple News+, lanciato a marzo dello scorso anno, non ha ottenuto il risultato sperato mancando il supporto a media fondamentali negli USA come The New York Times e The Washington Post (che si sono rifiutati di firmare gli accordi con Apple). Secondo le stime diffuse non ufficialmente fino ad oggi, Apple News+ ha ottenuto circa 200 mila utenti nelle prime 48 ore, ma da allora il numero non è cresciuto in maniera significativa.

Abbastanza importante il cambio ai vertici del team di Apple News+ a meno di un anno dall’introduzione del servizio a pagamento. App Store rimane l’unico vero grande servizio della Mela in termini di fatturato, e il suo ruolo potrebbe non cambiare in tempi brevi nonostante l’interesse dell’azienda a spingere sui servizi. Apple prende il 30% di ogni transazione avvenuta su App Store, sugli acquisti in-app delle app scaricate al suo interno e sugli abbonamenti effettuati in-app (dopo il primo anno la fetta di Apple sugli abbonamenti si assottiglia al 15%).

Secondo le stime citate da Gurman, App Store‌ ha generato 32,8 miliardi di dollari nella prima metà del 2020 per gli sviluppatori, in crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente e gli abbonamenti hanno superato i 515 milioni nel secondo trimestre fiscale. La situazione potrebbe cambiare in seguito all’indagine antitrust in corso negli USA nei confronti di Apple e di altre aziende di altissimo profilo, in cui fra le altre cose si sta esaminando anche il taglio del 30% richiesto su App Store. Nel caso in cui venissero stabilite regole diverse diventerebbero fondamentali gli altri servizi di Apple nel computo della crescita del fatturato della divisione, e il loro “fallimento” non sarebbe più tollerabile.