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Apple e Epic Games: continua la battaglia legale sugli acquisti in App

Epic Games e Apple sono da tempo contrapposte in una azione legale, legata all’utilizzo di metodi di pagamento alternativi per le APP distribuite sui dispositivi iOS che non siano l’Apple Store.

Lo scorso mese di settembre c’è stato un pronunciamento in materia: in quella occasione il giudice Yvonne Gonzalez-Rogers ha emesso un’ingiunzione permanente, vietando all’azienda di “impedire agli sviluppatori di inserire nelle loro applicazioni e nei loro metadati pulsanti, collegamenti esterni o altri inviti all’azione che indirizzano i clienti a meccanismi di acquisto, oltre agli acquisti in-app e (ii) comunicare con i clienti attraverso punti di contatto ottenuti volontariamente dai clienti attraverso la registrazione dell’account all’interno dell’app”.

D’altro canto il giudice ha riconosciuto Epic colpevole di violazione contrattuale, inserendo in Fortnite un collegamento che aggirava gli acquisti in-app dello store Apple: da questo l’obbligo per Epic a risarcire Apple di una somma pari al 30% del fatturato degli oltre 12 milioni di dollari che la società ha raccolto dagli utenti iOS tramite i pagamenti diretti avvenuti tra agosto 2020 e ottobre 2020, incrementata del 30% di qualsiasi fatturato rientrante in questa descrizione che Epic ha raccolto dall’1 novembre 2020 fino alla data della sentenza, più gli interessi.

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L’ultima novità è di poche ore fa: Reuters segnala come Apple si sia appellata al giudice federale per sospendere la sentenza che la obbliga, dal prossimo 9 dicembre, a modificare la propria procedura all’interno dell’App Store, secondo la quale non può impedire sistemi di pagamento esterni implementati dagli sviluppatori.

La richiesta di Apple, avanzata nella giornata di venerdì, sostiene che questa procedura potrebbe causare dei danni tanto a lei come ai consumatori, preferendo che la questione venga dibattuta in appello e che quella sentenza finale sia la base sulla quale attuare o meno modifiche. E’ evidente come questa sia una mossa per guadagnare tempo, visto che il processo legale potrebbe avere una durata tecnica sino a 1 anno.

Apple ha inoltre affermato di essere al lavoro per trovare una soluzione che possa rispettare quanto deciso dal giudice Yvonne Gonzalez-Rogers, permettendo loro di essere più informati, e contestualmente proteggere questi ultimi da possibili truffe e da continue richieste di pagamento all’interno delle App da loro utilizzate. Per ora, in ogni caso, Fortinte continua a non essere disponibile nell’App Store dei dispositivi Apple e così dovrebbe restare almeno sino a quando tutti gli appelli non verranno discussi e conclusi.