Negli ultimi mesi numerosi utenti hanno segnalato la presenza di pubblicità non saltabili sui televisori Hisense, mostrate durante operazioni di base come accensione del dispositivo, cambio della sorgente, passaggio tra canali o accesso alla schermata principale.
Le segnalazioni riguardano in gran parte televisori equipaggiati con sistema operativo VIDAA, recentemente ribattezzato Home OS, piattaforma software utilizzata su diversi modelli del produttore e concessa in licenza anche ad altri marchi.
Secondo quanto riportato dagli utenti, gli annunci comparirebbero anche quando tutte le opzioni relative alla pubblicità risultano disattivate nelle impostazioni del televisore. In alcuni casi il contenuto promozionale appare mentre si passa tra gli ingressi HDMI collegati a console, decoder o lettori multimediali, oppure durante la navigazione nella home del sistema.

I primi casi documentati risalgono almeno al 2022, quando un utente individuò un’opzione pubblicitaria nel menu dedicato alla selezione degli ingressi video. Con il passare del tempo le testimonianze sono aumentate e alcune descrivono situazioni in cui il televisore mostra annunci pubblicitari immediatamente dopo l’accensione.
Negli ultimi giorni diversi media spagnoli hanno riportato ulteriori segnalazioni, secondo cui gli spot apparirebbero anche durante il semplice cambio di canale. La maggior parte delle testimonianze proviene da Spagna e Regno Unito, ma vi sono segnalazioni sporadiche anche in Germania e casi isolati relativi ad altri marchi che utilizzano lo stesso sistema operativo.
La piattaforma VIDAA / Home OS non si limita infatti ai televisori Hisense. Il software è concesso in licenza a diversi produttori, tra cui brand come Schneider, Akai e Loewe. In almeno un caso un utente ha segnalato un comportamento simile su un televisore Toshiba.
Le discussioni online indicano diverse strategie per limitare la comparsa degli annunci. Alcuni utenti suggeriscono la modifica dei server DNS del televisore, mentre altri preferiscono disconnettere completamente il dispositivo dalla rete Internet, soluzione che tuttavia impedisce l’utilizzo di qualsiasi funzione smart offerta dal TV.

Una soluzione citata di frequente consiste nel contattare il supporto tecnico Hisense inviando l’identificativo univoco del televisore all’indirizzo [email protected]. Diversi utenti sostengono che, dopo la richiesta, la pubblicità sia stata disattivata direttamente sul dispositivo.
Questo elemento solleva interrogativi sul metodo utilizzato per gestire la distribuzione degli annunci. In sintesi, Hisense manterrebbe il controllo da remoto sui dispositivi venduti e avrebbe condotto test interni sulle TV degli utenti a loro insaputa. L’azienda, infatti, ha pubblicato una dichiarazione ufficiale in risposta alle notizie diffuse negli ultimi giorni.
“In merito alle informazioni recentemente pubblicate circa la presunta inclusione di pubblicità obbligatoria nei televisori Hisense, l’azienda desidera chiarire che in nessun caso i suoi dispositivi hanno costretto gli utenti a guardare annunci pubblicitari per utilizzarli normalmente“ ha spiegato l’azienda al giornale spagnolo La Razón.
“La situazione sopra menzionata è esclusiva di un test spot condotto sul mercato spagnolo nell’ambito della piattaforma VIDAA, il sistema operativo dei televisori. L’obiettivo di questo test era valutare alcuni formati pubblicitari associati a contenuti gratuiti all’interno della piattaforma stessa.
In nessun caso il test ha influito sulle funzionalità standard del dispositivo né ha limitato l’accesso alle sue funzionalità principali. Gli utenti potevano e possono continuare a utilizzare normalmente tutti gli ingressi HDMI, i dispositivi esterni, le console, le app di streaming in abbonamento o le trasmissioni standard senza alcun tipo di interruzione o obbligo di guardare pubblicità“.
Secondo quanto riportato, i test condotti rientrano in un accordo pubblicitario tra Hisense USA e Teads e sono stati svolti nei paesi riportati nell’elenco di quelli che rientrano nell’accordo. Tuttavia, questo non è bastato a dissipare le perplessità.

Nonostante la posizione ufficiale dell’azienda che indica il test come temporaneo e definitivo, le segnalazioni provenienti da diversi Paesi e distribuite su un arco temporale di più anni alimentano dubbi sulla reale portata del fenomeno. Molti utenti segnalano che gli annunci compaiono anche in contesti diversi dal test citato dall’azienda.
Il caso mette in evidenza un tema sempre più discusso nel settore dell’elettronica di consumo: la presenza di forme di monetizzazione integrate nei dispositivi hardware e, soprattutto, la gestione del dispositivo da parte del produttore anche in seguito all’acquisto.
Probabilmente, nelle prossime settimane saranno le associazioni dei consumatori a muoversi, per cui vi terremo aggiornati in caso di ulteriori sviluppi.