AMD ha pubblicato una guida tecnica per eseguire OpenClaw, piattaforma open source per agenti AI autonomi, direttamente su sistemi locali basati su hardware Ryzen o Radeon. L’iniziativa si inserisce in quella che AMD definisce “Agent Computer”, ovvero una nuova categoria di PC progettati per eseguire agenti AI in modo continuativo senza dipendere dal cloud. Qualcosa che richiama Perplexity Computer.

Nella visione di AMD e altre società, l’utente non interagisce direttamente con il sistema come con un normale PC, ma assegna compiti agli agenti, che possono poi eseguire applicazioni e servizi in autonomia. OpenClaw supporta infatti l’integrazione con diversi strumenti e servizi digitali e può operare sia con accesso completo al sistema sia in modalità sandbox, a seconda dei requisiti di sicurezza.
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Secondo l’azienda, molti utenti e organizzazioni potrebbero preferire soluzioni locali per motivi di controllo dei dati, costi operativi e assenza di limiti di utilizzo tipici dei servizi cloud. Un sistema dedicato potrebbe funzionare come una sorta di assistente permanente sempre attivo in casa o in ufficio, capace di gestire attività in autonomia tramite agenti software.
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La guida descrive due percorsi hardware distinti, denominati “RyzenClaw” e “RadeonClaw”, entrambi progettati per eseguire OpenClaw su Windows utilizzando WSL2, LM Studio e l’inferenza locale dei modelli tramite llama.cpp.
RyzenClaw su sistemi con Ryzen AI Max+
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Il primo scenario prevede l’uso di una piattaforma basata su Ryzen AI Max+ con 128 GB di memoria unificata. AMD raccomanda di configurare 96 GB come memoria grafica variabile, così da offrire spazio sufficiente ai modelli linguistici. In questa configurazione OpenClaw può eseguire il modello Qwen 3.5 35B A3B, raggiungendo circa 45 token al secondo. AMD indica inoltre alcune capacità operative:
- elaborazione di 10.000 token di input in circa 19,5 secondi
- finestra di contesto fino a 260.000 token
- supporto fino a sei agenti simultanei
La disponibilità di grandi quantità di memoria è il fattore che consente a questo sistema di sperimentare configurazioni di “agent swarm”, ovvero più agenti che collaborano tra loro per portare a termine attività complesse.
RadeonClaw: prestazioni più elevate con GPU workstation
Il secondo approccio, chiamato RadeonClaw, utilizza invece una GPU Radeon AI PRO R9700 dotata di 32 GB di VRAM. In questo caso il sistema risulta sensibilmente più veloce con lo stesso modello AI:
- circa 120 token al secondo
- elaborazione di 10.000 token in circa 4,4 secondi
Il rovescio della medaglia è una minore capacità di parallelizzazione: la configurazione supporta solo due agenti contemporanei e offre una finestra di contesto di circa 190.000 token, inferiore rispetto alla piattaforma Ryzen AI Max+.
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Nonostante il potenziale tecnico, le configurazioni indicate da AMD restano per ora lontane dall’essere soluzioni mainstream. Un sistema basato su Ryzen AI Max+ con 128 GB di memoria, come ad esempio alcune configurazioni desktop dedicate, può superare i 2700 dollari senza includere lo storage. La GPU Radeon AI PRO R9700, invece, parte da circa 1300 dollari.
Di conseguenza, la proposta appare destinata soprattutto a sviluppatori ed early adopter interessati a sperimentare agenti AI locali piuttosto che al pubblico consumer. Ma, come si suol dire, tempo al tempo. Il concetto di AI agent sempre attivi in locale rappresenta una delle possibili e promettenti evoluzioni del mercato AI.



