47.000 processori per un supercomputer alimentato solo da CPU, ma sarà davvero possibile?

Era solo questione di tempo prima che la Cina annunciasse uno dei più grandi progetti nel settore dei semiconduttori e, dopo un lungo periodo di sviluppo e investimenti nell’autonomia tecnologica, quel giorno è arrivato. Durante una conferenza stampa di qualche giorno fa, il National Supercomputing Center di Shenzhen ha annunciato Lingsheng, un supercomputer che, secondo gli obiettivi dell’istituto, supererà i 2 ExaFLOPS di capacità di elaborazione affidandosi alla sola CPU, senza acceleratori GPU e, soprattutto, senza alcuna dipendenza dalla tecnologia straniera.

Si tratta di una direzione tecnica profondamente diversa rispetto agli attuali sistemi exascale operativi. Oggi, infatti, tutte le piattaforme più potenti fanno ampio uso di GPU o architetture ibride. Il riferimento principale resta El Capitan, supercomputer del Dipartimento dell’Energia statunitense, basato su 44.544 APU AMD MI300A, soluzione che integra CPU e GPU nello stesso package.

Secondo quanto illustrato da Lu Yutong, direttrice del centro di Shenzhen e chief designer del sistema, Lingsheng dovrebbe integrare 47.000 processori distribuiti in 92 cabinet di calcolo, con una struttura che, almeno sulla carta, rappresenterebbe il primo supercomputer exascale CPU-only.

Il progetto si divide in due fasi. La prima prevede una piattaforma pilota basata su 100 server Huawei Kunpeng con core Arm Taishan, per un totale di 12.800 core. La seconda introduce il sistema definitivo, composto da 1.580 blade server x86 con 101.120 core, accompagnati da ulteriori server four-way ed eight-way che porterebbero la dotazione complessiva ancora più in alto.

Sul fronte infrastrutturale emergono numeri estremamente ambiziosi. Il piano include 36 cabinet di rete con interconnessione da un milione di porte, 650 PB di storage distribuiti su 428 nodi e 67 cabinet di archiviazione a liquido capaci di offrire 10 TB/s di banda.

Chiaramente, l’aspetto più interessante del progetto riguarda la potenza preventivata: oltre 2 ExaFLOPS, valore che supererebbe il risultato Linpack misurato di El Capitan, fermo a 1,809 ExaFLOPS, valore però sotto il suo picco teorico di 2,79 ExaFLOPS. Va chiarito, infatti, che anche nel caso di Lingsheng si tratta di valori teorici e per il momento non vi è alcun benchmark o simulazione che confermi quanto annunciato.

Peraltro, centro cinese non ha indicato una timeline precisa né i fornitori dei processori per il sistema finale. Inoltre, la volontà di evitare tecnologie estere si scontra con l’uso previsto di CPU x86, settore in cui le opzioni cinesi restano limitate. Tra queste figurano Zhaoxin e Hygon, aziende che finora non hanno dimostrato competitività diretta con le piattaforme più recenti di Intel o AMD.

Lingsheng rappresenta quindi un progetto di grande portat, forse più simbolica che tecnologica, con l’obiettivo di ridefinire l’approccio all’exascale computing attraverso una configurazione radicalmente diversa. Resta però da verificare se le promesse tecniche potranno tradursi in risultati concreti.